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Le melanzane coltivate in Italia e presenti sui nostri mercati appartengono tutte alle varietà del genere Solanum melongena: esculentum, insanum e ovigerum. Della insanum si hanno poche cultivar, della ovigerum si annoverano piante di interesse esclusivamente ornamentale, mentre alla esculentum appartengono tutte le melanzane utilizzate a scopo alimentare. Le piante si ritengono originarie della Cina e dell’India e sarebbero state introdotte in Europa dagli Arabi negli ultimi anni del sec. XIV. La melanzana viene inoltre consigliata nelle diete dimagranti poiché, pur possedendo in abbondanza vitamine e sali minerali, nonché principi attivi, risulta povera di proteine. Essa viene considerata, nella coltivazione, pianta erbacea annuale, ma potrebbe sopravvivere molti anni.
I frutti immaturi contengono una dose elevata di solanina, un alcaloide che non viene distrutto nemmeno con la cottura; inoltre tali frutti avrebbero proprietà terapeutiche simili a quelle delle foglie del carciofo.
Le principali cultivar di melanzana, attualmente presenti nella coltivazione italiana, sono: “Violetta lunga di Napoli”, nota anche con i nomi di “Nostrale” o “Napoletana”, coltivata principalmente nel napoletano; è la più richiesta nel mercato locale e meridionale in genere. Possiede frutti allungati, a forma di clava, arrotondati alla base, di un colore viola intenso e brillante; la buccia è liscia e la polpa è soda con pochi semi. La raccolta inizia alla fine di maggio e si protrae fino a tutto il mese di agosto, per quanto riguarda la produzione primaverile-estiva, mentre la produzione annuale ha inizio nel mese si settembre e giunge fino all’inizio di dicembre.
“Cima viola” occupa il secondo posto per estensione delle coltivazioni nell’Italia centro-meridionale. I frutti, molto simili ai precedenti, si differenziano per una maggiore esilità e per una lunghezza media superiore; inoltre terminano leggermente a punta e possiedono un colore violetto scuro con aspetto vellutato. La produzione inizia nel mese di agosto e raggiunge il massimo nei mesi di settembre-ottobre.
“Mostruosa di New York” possiede frutti grossi di forma tondeggiante, ristretta alla base ed ingrossata all’apice, di un colore violetto scuro.
“Violetta pallida di Firenze” presenta frutti quasi sferici sfumati dal viola al bianco.
Coltivazione: anche per la melanzana deve essere riservata una cura particolare alla preparazione del terreno mediante appropriate coltivazioni. Generalmente la lavorazione del terreno si effettua in autunno e quando ciò non è possibile si esegue almeno 20 giorni prima dell’impianto interrando i fertilizzanti bilanciati a base di fosforo e potassio. La lavorazione del terreno consiste in un’aratura profonda cm.40-50 seguita, a 20 giorni di distanza, da una più leggera; si trapiantano allora le piantine se la temperatura notturna e diurna sarà stabilizzata su valori abbastanza alti. Le operazioni di trapianto si concludono con un’abbondante irrigazione, facendo scorrere l’acqua lungo i solchi. Dopo una decina di giorni, superata ormai la crisi del trapianto, si procede alla concimazione a base di sostanze azotate. Lo sviluppo della coltura deve essere accompagnato con irrigazioni frequenti senza provocare però eccessi di umidità. La raccolta si esegue quando i frutti hanno raggiunto le dimensioni più convenienti e quando i semi sono ancora abbastanza teneri e confondibili nella polpa del frutto che si stacca conservando il peduncolo. Le piante, dopo i primi mesi di produzione, sono cimate fino alla fine dell’autunno.
Malattie: i parassiti che interessano le coltivazioni delle melanzane sono molti e spesso provocano danni tanto gravi da compromettere interi raccolti se l’intervento con adatti prodotti non è immediato ed efficace. Tra le infezioni crittogamiche le più pericolose sono dovute alla peronospora, alla cancrena del pedale, la quale provoca il disseccamento dell’intera pianta, ed al vaiolo o antracnosi, che attacca gli steli,le foglie ed anche i frutti. La lotta viene condotta con prodotti a base di rame. Tra i parassiti animali risultano oltremodo temibili le invasioni di dorifora che distruggono completamente le foglie ed i fusti più teneri.
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