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I Vari Tipi di Siepe

La parte più importante per la realizzazione della siepe è però senza dubbio la scelta della specie da utilizzare, la quale deve essere prima di tutto in funzione delle condizioni ambientali e climatiche della località ed anche in relazione allo scopo per cui la siepe viene impiantata. È infatti inutile ed antieconomico il tentativo di piantare cespugli di oleandri amanti del sole e del caldo nelle regioni settentrionali o di sistemare nei giardini soleggiati del sud le aucube richiedenti esposizioni ombrose con elevata umidità nell’atmosfera. Oltre a questo non bisogna ignorare la natura del terreno poiché alcune piante risultano adatte per terre sabbiose , altre per substrati argillosi o calcarei, altre ancora per suoli acidi o alcalini. Se si vuole realizzare una siepe frangivento si deve ricorrere a specie di rapido sviluppo, di buona altezza e di struttura non rigida che meglio resisteranno alla forza del vento; viceversa, per siepi di recinzione a carattere difensivo, sono da preferire arbusti ad accrescimento lento e ad aspetto spinescente con folta ramificazione. È necessaria quindi un’accurata progettazione che garantisca risultati soddisfacenti..

 

Specie adatte per la realizzazione di siepi

Acer: acer campestre (acero campestre) ottimo per siepi di tipo rustico, sopporta bene le potature da effettuarsi nel periodo invernale, raggiunge i m. 5 di altezza e produce, sul finire della primavera, fiori che non hanno alcun valore ornamentale sostituiti da frutti alati. Le foglie sono caduche e la collocazione più adatta sarà la posizione soleggiata o soltanto parzialmente ombrosa.

Alnus: alnus glutinosa (ontano nero) è un albero in grado di raggiungere i m. 20 di altezza, ma generalmente non supera i m. 10, con foglie caduche e fiori insignificanti nel periodo compreso tra febbraio e aprile. Cresce ovunque in Italia, anche ad altitudini piuttosto elevate, ma preferisce terreni umidi e ricchi di torba per cui è consigliato nella realizzazione di siepi lungo i corsi d’Acqua e lungo i canali.

Arundinaria: vedi Bambù

Atriplex: atriplex halimus (atreplice), arbusto non più alto di m. 2, è indicato per le siepi rustiche da realizzare nelle località marittime dell’Italia Meridionale e delle isole dove cresce bene sui terreni sabbiosi. La fioritura tipica della fine dell’estate non svolge alcuna funzione ornamentale, mentre risultano maggiormente decorative le foglie carnosette di colore grigio argenteo. La potatura si effettua preferibilmente all’inizio della primavera.

Aucuba: aucuba japonica è una delle piante più diffuse per la costruzione di siepi da giardino, apprezzata per la bellezza del fogliame lucido e brillante, reso più ornamentale da punteggiature e variegature a seconda della varietà impiegata. Le siepi alte fino a m. 1,5 circa sono particolarmente consigliate per le zone settentrionali o leggermente elevate poiché sopportano senza danno temperature inferiori allo 0°C e gradiscono inoltre posizioni ombreggiate e umide anche d’estate. I frutti, costituiti da bacche rosse, contribuiscono all’effetto ornamentale, mentre i fiori sono del tutto insignificanti. La potatura si effettua alla fine dell’estate.

Bambù: questa denominazione generica comprende i generi Arundinaria, Phyllostachys, Bambusa, dendrocalamus, Chusquea, alcuni dei quali presentano specie molto eleganti con cui si possono creare grandi siepi destinate però a giardini di notevoli dimensioni. I fiori appaiono soltanto dopo molti anni dalla piantagione e sono riuniti in vistose pannocchie piumose; dopo la fioritura i culmi si seccano ma, dalle radici, vengono emessi nuovi germogli; è quindi inutile la potatura, che verrà sostituita da un’accurata ripulitura nel mese di agosto; il terreno su cui coltivare i Bambù dovrà essere fresco ed umido per cui si consiglia la sistemazione presso corsi d’acqua o sul bordo vasche.

Berberis (crespino): numerose sono le specie utilizzate ed apprezzate per la realizzazione di siepi. Tra queste ricordiamo Berberis darwinii presente anche con varietà nane, arbusto a fioritura precoce, caratterizzato da folti grappoli di fiori gialli molto appariscenti: Berberis stenophylla, alto fino a m. 3, produce fiori di un giallo dorato e viene potato dopo la loro caduta; l’arbusto, di aspetto compatto, deve essere piantato ad almeno cm. 60 dal successivo; Berberis verrucolosa, con fiori gialli come i precedenti, possiede foglie persistenti, non supera l’altezza di m. 1,5 e viene potato dopo la fioritura. Tra le specie a foglie caduche ricordiamo la Berbaris thunbergii atropurpurea, apprezzata per le bacche scarlatte e per i bei colori assunti in autunno dalle foglie; le siepi, grazie all’aspetto spiniscente dei rami sono impiegate, in campagna, nella delimitazione dei campi nonostante rappresentino un grave pericolo per la diffusione delle infezioni da Puccinia che compiono, proprio sulle foglie dell’arbusto, una parte del loro ciclo biologico. La potatura si effettua nel periodo invernale.

Betula (betulla): Betulla alba, generalmente in gruppi, soltanto raramente viene coltivata per realizzare siepi arboree con funzione di frangivento; in questo caso le piante vengono poste Ad una distanza di m. 3 l’una dall’altra mentre, se coltivate in forma arbustiva, sono sufficienti cm. 60.

Boxus (bosso): coltivato da secoli per la facilità di lavorazione nell’arte topiaria e nella realizzazione di siepi sempreverdi compatte, rappresenta la pianta più diffusa e conosciuta in tutte le nostre regioni. Tale rinomanza è dovuta alle foglie piccole, ovali, di consistenza coriacea, di color verde scuro sulla pagina superiore. Si adatta bene all’ombra e resiste facilmente anche alla siccità. L’unico inconveniente nella realizzazione di una siepe è il lento accrescimento degli arbusti i quali possono essere potati sia nel periodo estivo che durante quello invernale.

Carpinus: Carpinus betulus (carpino bianco) raggiunge l’altezza di m. 25, predilige i terreni sciolti e silicei e si presta per la realizzazione di siepi arboree frangivento anche se non è molto usato. La coltivazione si adatta soprattutto alla zona dell’arco alpino dove raggiunge il massimo sviluppo. Nell’impianto della barriera che si realizza con un duplice filare si lascia, tra un arbusto e l’altro, una distanza di cm. 50 e una distanza di cm. 25 tra le file; le piante disposte in questo modo si accrescono soltanto fino a m. 6.

Chaenomeles: Chaenomeles japonica è un arbusto deciduo che può prosperare bene su qualunque terreno, anche molto calcareo; alto poco più di un metro, cresce spandendosi in ampiezza, ricoprendosi all’inizio della primavera di fiori rosso-aranciati che conferiscono al cespuglio isolato, come pure ad una siepe, un aspetto gaio ed elegante. La potatura si esegue generalmente dopo la fioritura.

Corylus (nocciuolo): Corylus avellana, ottimo per le zone settentrionali e per le località di montagna, si coltiva senza difficoltà in posizione luminosa anche su terreni non troppo fertili. I fiori non sono ornamentali ma i frutti sono eduli ed apprezzati. La potatura è invernale.

Cotoneaster: molto diffusi sono gli arbusti sempreverdi appartenenti alle specie Cotoneaster frigida, Cotoneaster rotundifoglia, Cotoneaster simonsii, Cotoneaster ardii e Cotoneaster watereri appezzati per comporre siepi e per adornare anche i giardini rocciosi con le forme a portamento prostrato. Le piante preferiscono i terreni ben drenati con posizione soleggiata; producono fiori bianchi o rosei sostituiti a maturità da frutti sferici spesso vivacemente colorati di rosso. Dopo la caduta di tali frutticini si effettua la potatura.

Crataegus: Crataegus pyracantha, ottimo per la realizzazione di siepi di recinzione con funzione protettiva a causa dell’aspetto spiniscente che non diminuisce tuttavia il valore ornamentale degli arbusti. Questi si piantano in file semplici o doppie, lasciando cm. 50 tra una pianta e l’altra e cm. 20 tra le file, scegliendo terreni ben drenati ed anche leggermente calcarei con posizione soleggiata o leggermente ombreggiata. Nel mese di maggio si schiudono i fiori bianche, riuniti in infiorescenze a corimbo, seguiti in autunno da frutti rossi e arancio che permangono a lungo sulla pianta; pertanto, al fine di non compromettere la fruttificazione, si consiglia di effettuare, dopo la fioritura, soltanto una leggera potatura, rimandando una potatura più energica al periodo in cui la pianta resta priva anche dei frutti.

Erica: si adatta alle siepi naturali dei giardini rustici nelle zone dove i terreni acidi ne consentono la coltivazione; si pota in primavera e si pianta alla distanza di cm. 30.

Escallonia: Escallonia macrantha viene usata soprattutto per costituire siepi in zone litoranee dove si pianta a distanza di cm. 30 in autunno o in primavera su terreni fertili e ben drenati, in posizione riparata. La potatura si esegue nel periodo successivo alla caduta dei fiori.

Eucalyptus (eucalipto): Eucalyptus gunii, usato per formare barriere frangivento, di altezza non eccessiva, si adatta pure alle zone di montagna potendo resistere anche a temperature molto basse; nelle zone più calde si utilizza soprattutto Eucalyptus globulus, alto fino a m. 25, con foglie persistenti falciformi e fiori presenti in tutto il periodo estivo. Nell’Italia Meridionale e nelle isole questi alberi sono piantati in filari lunghissimi e rappresentano la più efficace protezione delle colture dai danni prodotti dal vento.

Evonymus (berretta da prete): Evonymus japonicus può costituire siepi alte fino a m. 2, di notevole effetto ornamentale, diffuse ed apprezzate in molti dei nostri giardini. L’interesse per questa pianta è dovuto al folto fogliame lucente, spesso maculato o variamente variegato. Gli arbusti sono consigliati per le località marine dove si piantano in terreni freschi e sciolti alla distanza di cm. 50 in settembre o in aprile; sempre in aprile, se necessario, si può effettuare la potatura degli arbusti.

Fagus (faggio): Fagus sylvatica viene utilizzato per formare siepi alte, ponendo le piante le une vicine alle altre alla distanza di cm. 40 e potando i rami laterali, ma non la cima, fino al raggiungimento delle dimensioni desiderate. Il terreno dovrà essere leggero, ben drenato e con una lieve percentuale di calcio.

Forsythia (forsizia): serve per costituire siepi fiorite di particolare interesse ornamentale durante il periodo della fioritura coincidente con i mesi primaverili, ma poco decorative per i rimanenti mesi dell’anno. Gli arbusti si piantano in maggio, lasciando tra l’uno e l’altro una distanza di cm. 50 e scegliendo un terreno fresco e fertile in posizione soleggiata. La potatura si effettua subito dopo il periodo di fioritura tenendo presente che le gemme a fiore, destinate a fiorire l’anno seguente, si formano sui getti laterali dei rami vecchi.

Griselina: conosciuta ed apprezzata come pianta da appartamento, la griselina litoralis può costituire anche bellissime siepi da piantare in autunno o in primavera alla distanza di cm. 40 su terreni normali o leggermente calcarei, preferibilmente in zone litoranee. La potatura, quando sia necessaria, si esegue nel periodo compreso tra maggio e luglio.

Hebe: ottimi per la realizzazione di siepi, questi arbusti sono coltivati senza difficoltà sui terreni calcarei di zone dal clima mite. Nell’Italia Settentrionale sono consigliati soprattutto per le località rivierasche, lacustri o marine. Qualora gli arbusti si espandessero troppo, alterando l’equilibrio della siepe, si ricorre ad energiche potature da effettuare nel mese di aprile. La piantagione si effettua in settembre o in aprile con la distanza di cm. 40 tra una pianta e l’altra.

Hippophae: Hippophae rhamnoides (olivello spinoso) è adatto per formare siepi difensive per l’aspetto spinescente dei rami e per frenare i terreni franosi grazie allo sviluppo dell’apparato radicale. Gli arbusti crescono bene anche sui terreni sabbiosi e poveri di sostanze organiche per cui possono essere impiegati anche nelle zone costiere dove in genere le condizioni di vita per un vegetale sono sempre più difficili. Le piante si pongono nel terreno, alla distanza di cm. 80, nel periodo compreso tra ottobre e marzo ed ogni anno, se necessario, all’inizio della primavera, si effettua la potatura.

Ilex (agrifoglio): Ilex aquifolium, ottimo per siepi difensive, ma non ama i terreni calcarei e la luce intensa e cresce bene anche ad altitudini elevate in quanto non risente delle basse temperature. Il valore ornamentale è dato dalle faglie verdi e lucenti a contorno spinoso. Gli arbusti, alti fino a m. 5, si piantano alla distanza di cm. 50 nel mese di settembre, oppure in aprile o maggio, e si potano leggermente alla fine dell’estate; se il cespuglio diventa troppo ingombrante o di forma disordinata, nel mese di aprile si effettua una potatura molto più energica recidendo i rami alla base.

Lavandola: si impiega per realizzare bordure o piccole siepi lungo i vialetti del giardino dove le piante saranno piantate alla distanza di cm. 25-40 l’una dall’altra a seconda della specie. Non è richiesto un terreno fertile, ma è indispensabile un’esposizione in pieno sole; dopo la fioritura si effettua la potatura, recidendo alla base gli steli che hanno portato i fiori lasciando soltanto la porzione legnosa.

Lauro Ceraso (alloro): tra i generi più diffusi per la realizzazione di siepi di recinzione, il Laurus riveste un notevole valore ornamentale dovuto alle grandi foglie persistenti, di un verde brillante nella pagina superiore. Gli arbusti che non tollerano temperature troppo basse, saranno posti a dimora nel periodo autunnale su un terreno ben drenato e sabbioso, in posizione soleggiata o parzialmente ombrosa. La potatura si compie nel periodo invernale.

Ligustrum (ligustro): tra le molte specie coltivate la più diffusa per siepi è il Ligustrum ovalifolius, alto fino a m. 3, con foglie persistenti, ovali, verde scuro e leggermente lucide; vistose sono pure le pannocchie bianche presenti nella primavera ed emananti un profumo tanto acuto da poter risultare perfino nauseante. Gli arbusti sono rustici e resistono alla siccità, alla salsedine ed anche ad una certa ombreggiatura. Inoltre offrono il vantaggio di un rapido sviluppo e di una notevole adattabilità delle forme elaborate, rese possibili dalle potature.

Lonicera: Lonicera nitida, ottima per siepi basse, richiede potature frequenti allo scopo di non far spogliare alla base gli arbusti; questi si porranno a dimora in terreni freschi ed umidi da ottobre ad aprile, ad una distanza di cm. 30.

Mahonia (maonia): Mahonia aquifolium, alta m. 1-1,5, risulta adatta per la costituzione di siepi basse, realizzate mediante arbusti piantati alla distanza di cm 40-60, in terreni freschi e sciolti, con esposizione in pieno sole o in mezz’ombra. La potatura, se necessaria, si compie nel mese di aprile.

Olearia: usata per ottenere siepi ornamentali da fiore, è consigliata per le zone costiere in quanto mal sopporta le temperature troppo basse. Si pianta alla distanza di cm. 50 nei mesi di settembre-ottobre, oppure in aprile-maggio.

Nerium (oleandro): comune in tutta l’Italia Centro-Meridionale si presta per costituire siepi di notevoli dimensioni e poiché in queste località si comporta da rustico e non abbisogna di cure colturali particolari viene ampiamente utilizzato in quei casi in cui la manutenzione è scarsa, come ad esempio lungo le autostrade che portano al sud in cui la lunga serie dei cespugli costituisce un valido schermo antiabbagliante posto sulla linea dello spartitraffico. Il Nerium oleander resiste bene alla siccità e si adatta anche ai terreni poco fertili; al momento della fioritura forma delle stupende macchie di colore ad alto effetto ornamentale.

Photinia (fotinia): appartenente alla famiglia delle Rosacee, questo arbusto, o piccolo albero, può raggiungere i m. 3-4 di altezza. Le foglie ovali o lanceolate, di colore rosso vivace quando germogliano, diventano poi verde scuro; anche durante l’autunno e l’inverno alcune foglie possono assumere una colorazione aranciata. All’inizio della primavera produce piccoli fiori bianchi delicatamente profumati, riuniti in corimbi, mentre in estate è possibile vedere sulla pianta piccole bacche rossastre. La più coltivata è la Photinia xfraseri “Red Robin”. La potatura sarà effettuata dopo la fioritura, tagliando i rami più lunghi in modo da mantenere l’arbusto denso e ben ramificato anche nella parte bassa; tuttavia è possibile far sviluppare anche un alberello con chioma arrotondata. La Photinia non teme il freddo o il caldo afoso, pertanto può essere messa a dimora in pieno sole o semiombreggio ed è adatta per l’arredo urbano poiché non viene rovinata dalle polveri o dall’inquinamento. Le annaffiature si effettuano sporadicamente sulle piante giovani da marzo a ottobre, mentre le piante già adulte possono accontentarsi delle piogge, ma è bene annaffiare in caso di prolungata siccità. Alla comune terra del giardino si può aggiungere della sabbia di fiume in modo che il terreno risulti essere ben drenato in quanto la Photinia teme i ristagni d’acqua. La moltiplicazione si effettua tramite talee semi legnose prelevate durante l’estate, fatte radicare in un miscuglio di torba e sabbia in parti uguali, mantenuto umido fino a radicazione completa. Le giovani piante vanno coltivate in contenitore per 2-3 anni prima di metterle a dimora in terra.

Pittosporum (pittosporo): Pittosporum tobira rappresenta la specie alla quale è affidato il compito di recingere la quasi totalità dei giardini situati nelle località di mare. Le piante, amanti del sole, sono collocate su terreni freschi e sciolti, alla distanza di cm. 60 l’una dall’altra, nel periodo compreso tra ottobre ed aprile. Le potature si effettuano pure nel mese di aprile.

Populus (pioppo): Populus alba e Populus nigra sono le specie più diffuse ed usate per realizzare siepi arboree con la funzione di frangivento. Gli alberi, alti fino a m. 20, dal portamento slanciato ed elegante, sono adatti soprattutto per i climi dell’Italia Settentrionale dove vengono piantati alla distanza di circa m. 3 lungo strade e canali.

Prunus: numerose sono le specie adatte per formare siepi, tra le quali ricordiamo Prunus cerasifera con foglie caduche e Prunus laurocerasus; entrambe si adattano ai climi miti, ai terreni freschi e ricchi con esposizione in pieno sole o semiombreggiatura.

Pyracantha: viene utilizzato per la formazione di siepi sempreverdi le quali, nel periodo autunnale, sono vivacizzate dagli abbondanti frutti di tipo bacca che ricoprono gli arbusti. Questi, vigorosi e rustici, si piantano alla distanza di cm. 50 nei mesi di ottobre-novembre e marzo-aprile.

Quercus: Quercus ilex (leccio) forma ottime siepi compatte grazie ad un folto fogliame persistente. Le piante, coltivate singolarmente, raggiungono i m. 25 di altezza ma spesso sono utilizzate per realizzare siepi imponenti nei grandi parchi o lungo i viali; in questo caso gli esemplari saranno piantati alla distanza di cm. 60, oppure alla distanza di m. 3 per ottenere il massimo sviluppo e per costituire siepi frangivento. I terreni più adatti per favorire la crescita, peraltro assai lenta, di queste piante saranno leggeri e sabbiosi; le zone più adatte per la loro coltivazione saranno comprese soprattutto lungo le regioni litoranee del versante tirrenico.

Rhododendron (rododendro): costituisce una delle specie più ornamentali capaci di produrre all’inizio della primavera una ricca e vivace fioritura e di svolgere una notevole funzione ornamentale per tutto il rimanente periodo dell’anno in virtù delle foglie persistenti, di forma allungata, di consistenza coriacea e di un color verde brillante. I Rododendri tuttavia non possono essere coltivati un ogni zona, in quanto hanno precise esigenze riguardo il terreno, che deve risultare ricco di humus, fresco ed acido in posizione leggermente ombreggiata e riparata dai venti. Gli arbusti a crescita piuttosto lenta sono coltivati spesso in grandi masse ed anche quando formano una siepe conservano sempre una forma libera e naturale.

Ribes: Ribes nigrum (ribes nero), adatto per siepi basse, al massimo un metro, possiede foglie caduche e fiori rossastri nel mese di maggio seguiti da frutti neri, aromatici ed eduli. Le piante, la cui potatura si effettua durante i mesi invernali, sono sistemate alla distanza di cm. 50 in terreni fertili e sciolti, con esposizione soleggiata o parzialmente ombrosa. Ribes rubrum (ribes rosso) trova la stessa applicazione del precedente formando siepi leggermente più alte, caratterizzate da frutti bianchi o rossi, riuniti in grappoli e di sapore dolce-acidulo.

Rosmarinus (rosmarino): Rosmarinus officinalis, spontaneo in molte zone della nostra penisola, si presta ottimamente per formare siepi naturali di recinzione o di divisione tra le varie parti di un giardino o di un orto. Gli arbusti sono messi a dimora preferibilmente in primavera e si adattano anche ai terreni più poveri ed aridi purché esposti in pieno sole. La potatura si effettua durante l’inverno o all’inizio della primavera, tagliando i rami che hanno portato fiori ed incrementando l’emissione di nuovi getti ricchi di un fogliame minuto ma fortemente aromatico.

Rubus (rovo): utilizzato soprattutto per siepi difensive a causa dell’aspetto spinescente della maggior parte delle specie, quali Rubus fruticosus (mora) , Rubus ulmifolius, Rubus discolor, costituisce spesso barriere invalicabili lungo i confini degli orti e dei piccoli campi, mentre per il portamento invadente ed alquanto disordinato è tenuto lontano dai giardini. Nel mese di maggio-giugno si schiudono i fiori bianco-rosati seguiti dai frutti neri, eduli, di sapore dolce. La potatura si esegue in inverno, dopo la parziale caduta delle foglie ed fa l’unico scopo di limitare l’espansione dei rami e di ripulire gli arbusti dalle parti danneggiate.

Ruscus (pungitopo): Ruscus aculeatus si adopera per la formazione di siepi difensive basse, destinate soprattutto a proteggere gli orti dall’ingresso di animali, i quali sono tenuti lontano dai cladodi duri e pungenti presenti in forma fogliacea e spesso scambiati per le foglie della pianta. I fiori sono insignificanti, mentre sono molto vivaci, per una bella colorazione rossa, appaiono le bacche portate al centro dei cladodi. Il Ruscus si sviluppa su tutti i terreni anche poveri e gradisce posizioni ombrose.

Santolina: Santolina chamaecyparissus, apprezzata per il fogliame persistente grigio ed aromatico, viene utilizzata per formare bordure alte al massimo cm. 60. Le piante sono messe a dimora da settembre ad aprile, alla distanza di cm. 30 l’una dall’altra, su un terreno di normale costituzione anche se leggermente povero ed arido. La potatura si effettua dopo la caduta dei fiori, eliminando gli steli che li hanno prodotti.

Sambucus (sambuco): si usa per la realizzazione di grandi siepi alte fino a m. 4, poste di preferenza in luoghi freschi, presso i corsi d’acqua, e in posizione ombrosa o leggermente soleggiata. Caratteristiche sono le enormi infiorescenze bianche, di forma appiattita, presenti in aprile e maggio e sostituite a maturità da frutti neri di tipo bacca.

Spiraea (spirea): adatta per formare siepi di media altezza, possiede foglie caduche e fiori bianchi nel mese di aprile; si pianta in posizione semi-ombreggiata, nel terreno fresco, alla distanza di cm. 50, nel mese di ottobre o in marzo.

Syringa (lillà): Syringa vulgaris viene utilizzata per formare folte siepi di tipo rustico che nella primavera si ricoprono di belle pannocchie fiorite e profumate. Non presentano grandi esigenze per quanto riguarda il terreno o le cure colturali; anche le potature non sono indispensabili e quando sono necessarie si effettuano nel periodo successivo alla fioritura; gli arbusti, che raggiungono anche l’altezza di m. 7, sono posti a dimora in autunno o all’inizio della primavera, alla distanza di cm. 80.

Tamarix (tamerice): adatta per le siepi frangivento delle località marine, la specie Tamarix gallica produce fiori rosa alla fine dell’estate; viene piantata sul terreno sciolto, anche povero, delle zone litoranee, dove resiste assai bene all’acqua salmastra ed ai venti saldi. Si adatta ugualmente bene ai suoli calcarei, compatti e asfittici ed ai substrati sabbiosi. Grazie a questa grande adattabilità le siepi basse sono impiegate anche per frenare i terreni franosi e le dune costiere. Nei giardini ciò che si valorizza e si apprezza è soprattutto il portamento elegante e leggero della chioma al momento della ricca ed abbondante fioritura. La potatura si effettua nel periodo successivo alla fioritura e talvolta si ricorre alla recisione basale dei fusti, per consentire l’emissione di nuovi getti con conseguente infoltimento della parte bassa della siepe.

Viburnum (viburno): la specie più usata nei nostri giardini è Viburnum opulus (pallon di maggio), con foglie caduche  e fiori piccoli riuniti in grandi infiorescenze globose, bianche, nel mese di maggio. Gli arbusti alti fino a m. 3, preferiscono i terreni freschi e le posizioni non molto soleggiate e sono posti a dimora alla distanza di cm. 80, nel periodo compreso tra marzo e aprile. Tra le altre specie, adatte sempre alla realizzazione di siepi ornamentali, ricordiamo Viburnum tinus, con foglie coriacee sempreverdi e fiori bianche leggermente rosati; Viburnum lantana, con fiori bianche e frutti prima rossi e successivamente neri. Per tutti la potatura si esegue nei mesi invernali.

Weigelia (veigelia): forma siepi molto ornamentali grazie al fogliame variegato non persistente; dopo la fioritura, che avviene nel mese di maggio, si effettua la potatura. Gli arbusti sono piantati in un buon terreno soleggiato alla distanza di cm. 80 nel periodo compreso tra ottobre e marzo.

 

Conifere: le Conifere svolgono un ruolo di primaria importanza nella costituzione di siepi ornamentali poiché, anche se mancano di fiori appariscenti, tuttavia possiedono un aspetto elegante e compatto grazie ad un tipo di fogliame persistente durante tutto l’anno e quindi in grado di mantenere costantemente inalterato l’aspetto della siepe. Inoltre, data la grande variabilità di forme e di colori, è possibile creare effetti spesso molto decorativi e di conseguenza richiesti ed apprezzati.

Cryptomeria: Cryptomeria japonica, albero alto cm. 60, possiede un fusto dritto sul quale i rami penduli od orizzontali si inseriscono in verticilli regolari che complessivamente generano una forma conica e compatta. Le varietà sono molte e differiscono per dimensioni e per la colorazione delle foglie. Nei giardini queste piante sono poste a dimora da ottobre ad aprile, scegliendo terreni profondi e fertili possibilmente situati in posizione riparata e conservando tra un esemplare e l’altro la distanza di cm. 50.

Cupressus: Cupressus macrocarpa, adatto per le nostre regioni peninsulari e per le isole, possiede una chioma folta ed allargata particolarmente adatta per la realizzazione di siepi. Infatti questa specie è tra le più utilizzate per la costituzione di barriere verdi e compatte le quali si mantengono in forma perfetta per 10-15 anni se situate in condizioni ambientali adatte. Le piante si pongono alla distanza di cm. 50 l’una dall’altra e si piantano nel mese di marzo o aprile nelle più fredde. La potatura si effettua verso la metà del mese di aprile ed è necessaria per dare forma alla siepe e per facilitare l’infoltimento delle chiome. Cupressus semprevirens raggiunge i m. 10 di altezza, possiede foglie persistenti, di un bel colore verde cupo, e viene utilizzato per formare siepi frangivento con valore anche ornamentale dovuto all’eleganza del portamento. Si coltiva su terreni freschi, ma si adatta a quelli compatti e rocciosi e non richiede alcuna potatura. Cupressus arizonica ha avuto una enorme diffusione per la realizzazione di siepi di recinzione, nonostante il suo aspetto sia spesso scomposto, disordinato e poco elegante, tuttavia apprezzato è il colore grigio-azzurro del fogliame.

Larix (larice): Larix decidua, insieme alla Metasequoia, rappresentano le sole conifere a foglie caduche; è provvisto di un portamento eretto e raggiunge l’altezza di m. 40. Vive spontaneo nelle nostre Alpi, dove forma grandi lariceti. Le piante coltivate per formare siepi frangivento miste vengono piantate in primavera, alla distanza di cm. 100 l’una dall’altra, avendo cura di scegliere terreni perfettamente drenati. Generalmente la piantagione si effettua in doppia fila.

Metasequoia: Metasequoia glyptostroboides, introdotta soltanto recentemente in Europa, si è diffusa rapidamente ed è stata apprezzata soprattutto per i colori del fogliame folto e compatto che variano dal verde pallido della primavera al bronzo-rosato dell’autunno.

Picea: Picea abies, sin. Picea excelsa (abete), alto m. 50, possiede un fusto indiviso con palchi regolari e una chioma verde scuro, dal profilo triangolare, terminante con una cima piuttosto aguzza. Cresce bene nei terreni minerali, ricchi e freschi, come pure sui substrati organici; teme invece i suoli calcarei e alcalini. Si pianta lasciando tra un esemplare e il successivo m. 2,5 di distanza.

Pinus: Pinus laricio è una specie rustica che ben si adatta a quasi tutti i tipi di terreno dove, grazie alla sua altezza notevole, può costituire buone siepi frangivento. Unica accortezza per la riuscita della piantagione è la scelta delle piantine che non devono essere più alte di cm. 30, poiché piante più adulte potrebbero non attecchire.

Taxus: Taxus baccata, alto m. 10-15, possiede generalmente più di un fusto, con rami numerosi, allargati ed eretti, i quali formano una chioma dal profilo non nettamente definito senza una vera cima. La pianta, tutta velenosa, produce in autunno, frutti carnosi simili ad una bacca vivacemente colorata di rosso, dal sapore dolciastro e non tossica. Queste piante trovano un largo impiego nel giardino, dove sono collocate in posizione ombreggiata, possibilmente su terreni profondi e fertili, anche se si adatta ai suoli calcarei; indispensabile è il perfetto drenaggio del substrato. La potatura si effettua nel periodo invernale ed è sopportata senza danno dalla pianta, la quale può essere allontanata anche dalla forma naturale e si presta quindi per la realizzazione di siepi notevolmente elaborate. Per ottenere una siepe compatta gli arbusti saranno collocati alla distanza di cm. 60.

Thuja (tuia): Thuja occidentalis, alta circa m. 20, si presenta in numerose varietà diverse per la colorazione delle foglie e per l’aspetto più o meno compatto della chioma. Si tratta della specie più utilizzata per la realizzazione di siepi di recinzione spesso affiancate a muretti ed inferriate. La compattezza del fogliame costituisce una barriera invalicabile agli sguardi indiscreti e nello stesso tempo svolge un gradevole effetto ornamentale. Nella prima fase dell’impianto della siepe si dovrà intervenire spesso per cercare di conferire, con frequenti potature, una forma compatta alle piante; successivamente, quando ormai le tuie saranno diventate adulte, le potature potranno essere diradate e saranno effettuate soltanto quando se ne presenterà la necessità. La piantagione si effettua lasciando tra un esemplare e l’altro la distanza di cm. 50.



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