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Con questo termine si indica una serie di elementi vegetali collocati in successione in modo da realizzare una barriera, una semplice bordura a seconda del tipo e delle dimensioni delle piante usate. L’origine delle siepi risale praticamente a quando l’uomo ha sentito il bisogno di difendere dagli animali la terra che cominciava a coltivare e a delimitare la zona riservata all’abitazione e all’area dove venivano svolte le attività domestiche. Con le civiltà più organizzate e più evolute, la siepe ha cominciato ad assumere anche valore ornamentale ed è divenuta, con il tempo, un elemento essenziale nella realizzazione del giardino.
Nei giardini moderni la siepe è usata principalmente nella delimitazione della proprietà, affiancata nella sua funzione da una cinta di protezione costruita da un muro, da una inferriata, da una semplice rete metallica o da uno steccato. La siepe verde collocata nella parte interna, subito a ridosso della recinzione, nasconde tali elementi, spesso tutt’altro che ornamentali, e nello stesso tempo costituisce una barriera invalicabile agli sguardi indiscreti e curiosi del vicinato e dei passanti. Oltre che sul bordo perimetrale, la siepe può essere felicemente utilizzata anche all’interno del giardino per isolare angoli appartati destinati al riposo, ai giochi dei bambini, al barbecue, alla piscina; oppure può servire altrettanto egregiamente per nascondere visuali poco piacevoli, come il luogo destinato al parcheggio, alla rimessa degli attrezzi, allo stenditoio o per celare vecchi muri e scarpate o, ancora, per isolare la zona giardino dalla zona orto. Un tipo particolare di siepe è quella realizzata allo scopo di frenare l’impetuosità dei venti che in alcune zone spirano con tale violenza da provocare danno spesso assai gravi sia alle piante da fiore che a quelle di interesse agrario. Queste siepi frangivento devono essere piuttosto alte ed infatti il loro benefico effetto si estende per una distanza pari a dieci volte l’altezza. Le piante sono poste a distanza ravvicinata e sono scelte tra le specie a fogliame persistente affinché non perdano la loro utilità al sopraggiungere dell’inverno, quando le colture hanno maggiore necessità di protezione.
Le piante da preferire sono quelle a portamento colonnare, come i cipressi, oppure quelle caratterizzate da una folta ramificazione anche nella parte più bassa, come il tasso, l’alloro, il lauro ceraso, il leccio e l’eucalipto.
Tipi di siepe: innanzitutto le siepi si distinguono in naturali ed artificiali; le prime si formano spontaneamente e quindi sono costituite da arbusti propri della regione e non presentano alcuna particolare necessità colturale eccetto una lieve potatura volta solamente a limitare un’espansione esagerata e scomposta.
Le siepi artificiali sono generalmente costituite da un’unica specie di piante la cui scelta è dettata dalle condizioni ambientali e climatiche della zona e dallo scopo per cui viene impiantata la siepe. Questa, nella maggior parte dei casi, richiede cure colturali frequenti e accurate ed una potatura realizzata da mani esperte.
Impianto della siepe: essenziale per l’attecchimento delle piante e per un rigoglioso sviluppo vegetativo è la preparazione del terreno che deve essere effettuata con notevole anticipo sulla data dell’impianto vero e proprio. Sulla superficie del terreno livellato e privato dai sassi e dalle erbe infestanti si tracciano con il gesso i tracciati lungo i quali dovranno essere collocate le piante. Per questa operazione si utilizzano picchetti e corde, quindi si scava una fossa di profondità non inferiore, in ogni caso, ai cm. 50 e tanto più profonda quanto più grandi saranno le piante; sul fondo si pone uno strato di ghiaia per agevolare un buon drenaggio e, se il terreno risultasse particolarmente pesante ed umido, si rende necessaria la collocazione di elementi tubolari i quali permettono il deflusso in altro luogo dell’acqua che, stagnando a contatto con le radici, potrebbe provocare marciumi con conseguente appassimento e morte degli arbusti. Sullo strato di ghiaia si stende dello stallatico ben decomposto e, successivamente, terriccio fertile e leggero. A questo punto il terreno è pronto per ricevere le piante.
Cure colturali: avvenuto l’impianto di una siepe risultano indispensabili, soprattutto nel primo anno, frequenti annaffiature ed accurate zappettature per impedire il formarsi di una crosta superficiale del terreno. All’inizio della ripresa vegetativa, in primavera, conviene somministrare del fertilizzante chimico o del concime organico e controllare l’efficienza dei tutori a cui le piante erano state assicurate al momento della piantagione mediante legature. L’operazione di gran lunga più importante è comunque la potatura, sia per il mantenimento della siepe, sia per la sua formazione. Per questo secondo scopo, alla fine dell’impianto si opera una energica e drastica recisione dei rami e del fusto fino a raggiungere la forma e la dimensione desiderata; successivamente, almeno due volte l’anno, si renderanno necessarie le potature di mantenimento: si ricorda che la potatura si effettua in modo diverso a seconda che la siepe sia costituita da cespugli in fiore, in cui i boccioli fiorali si formano sui rami dell’anno e su quelli della stagione precedente. Nel primo caso (Philadelphus, Deutzia, Diervilla) la potatura si effettua alla fine dell’inverno, nel secondo caso (Jasminum nudiflorum) si dovrà attendere la fine della fioritura, peraltro precoce, per recidere i rami ritenuti superflui. Va ricordato inoltre che le piante sempreverdi richiedono una potatura leggermente posticipata poiché sono maggiormente soggette ai danni da freddo nel caso di gelate tardive.
Codice Civile: Nell’impiantare una siepe, bisogna seguire le norme sulle distanze da mantenere nei confronti del confine dei vicini.
Per alberi di alto fusto (noci, cipressi, pioppi, querce, pini,olmi e platani), mantenere una distanza di 3 mt dal confine.
Per alberi di media altezza e cioè per quelli con tronco non superiore a 3 mt. la distanza si riduce a 1,50 mt .
Per siepi e alberi da frutto di altezza non superiore ai 2,50 mt la distanza è di 50 cm dal confine. Infine non si devono osservare le suddette norme sulle distanze se sul confine esiste un muro divisorio, purchè le piante siano tenute ad un’ altezza che non superi la sommità del muro
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