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Nel parlare comune, si chiamano Gerani sia le piante che effettivamente appartengono al genere botanico Geranium , sia gli affini Erodium, che i Pelargonium.
Tuttavia il nome Geranio è rimasto ben radicato e anche oggi continuiamo a chiamare ‘ gerani ’ piante che non appartengono a questo genere. E’ bene quindi precisare che le piante che comunemente coltiviamo e che rallegrano con i loro splendidi colori i nostri giardini, i nostri terrazzi, i balconi e le finestre delle nostre case, sono tutte varietà coltivate ottenute per ibridazione dei Pelargonium, importati dal Capo di Buona Speranza o da altre regione dell’Africa Meridionale. Ad unire i tre generi sopra menzionati è un’affinità genetica ed anche etimologica; i loro nomi, infatti, traggono origine dalla comune somiglianza dei rispettivi frutti con il lungo becco di taluni uccelli trampolieri: Erodium deriva da Airone (dal greco erodiòs), Geranio da Gru (géranios), Pelargonium da Cicogna (pelargòs)
Fondamentalmente li possiamo dividere nei seguenti gruppi: Pelargoni edera che hanno come caratteristica il portamento prostrato e sarmentoso, che li rende adattissimi a formare ‘cascate’ sui balconi e sui terrazzi. Possono essere utilizzati per rivestire muri o pareti; in tal caso devono essere legati a sostegni. Sono molto rifiorenti e possono fiorire per l’intero corso dell’anno. I fiori presentano i colori più svariati. Si hanno varietà a fiore semplice, a fiore doppio, con foglie zonate di bruno o marginate di bianco.
Pelargone imperiale detto comunemente “geranio imperiale” o “geranio Leopoldo”. Sono piante poco rifiorenti, ma meravigliose per la forma, la grandezza e le dimensioni dei fiori. Esistono varietà a fiori semplici, a fiori doppi, con maculature o striature, specialmente sui petali superiori, a petali ondulati.
Pelargoni rosa: questo gruppo è costituito prevalentemente dai pelargoni utilizzati dall’industria dei profumi o dei cosmetici. Vengono comunemente chiamati “gerani rosa”, “erba rosa”, “malva rosa”.
Pelargoni zonali: è il gruppo più numeroso e più vario. Hanno forma, colore delle foglie o dei fiori, portamento, molto vari. Per il portamento si distinguono varietà alte o nane. Per il tipo di fiore abbiamo varietà a fiori semplici, semidoppi, doppi, a “bocciolo di rosa”, con fiori compatti, i cui petali centrali restano chiusi come un bocciolo di rosa. Le foglie possono essere variamente colorate; si hanno così pelargoni a foglie verdi, argentee, dorate, a farfalla, bronzate, bicolori, zonate, multicolori. Sono tutte varietà molto belle e rifiorenti.
Coltivazione: generalmente si ritiene che i pelargoni siano piante poco esigenti e di facilissima coltura, forse perché sono così diffusi in tutti gli ambienti. In realtà ciò è vero se ci si riferisce alla “sopravvivenza” di queste piante, ma se si vogliono avere piante belle, vigorose, dal bel fogliame, rifiorenti, sono necessarie qualche cura e molta attenzione. I pelargoni hanno bisogno di un buon terriccio da giardino, ben concimato, leggermente acido. Di fondamentale importanza è il drenaggio; il ristagno d’acqua infatti provoca alle radici ed al colletto marciumi che ben presto provocano morte e deperimento. Nonostante i pelargoni siano piante di ambienti caldi, e abbastanza resistenti all’aridità, è opportuno, soprattutto in estate, non essere avari con le irrigazioni.
È bene concimare periodicamente, ogni 15-20 giorni, con concimi liquidi o con un buon concime ternario, sempre nel periodo di piena vegetazione. Per quanto riguarda l’esposizione, alcuni sostengono che i pelargoni vanno posti in pieno sole. L’esperienza fa però rilevare che i migliori risultati si hanno a mezz’ombra, dove si ottengono esemplari bellissimi sia per il portamento che per la brillantezza e l’intensità dei colori, delle foglie e dei fiori.
Malattie:i pelargoni non sono esenti da malattie. I nemici di queste piante sono gli afidi (soprattutto per gli imperiali), il bruco verde, gli acari o ragnetti rossi, ma tutti possono essere facilmente eliminati da comuni prodotti in commercio. Più difficili da combattere sono le virosi; il rimedio più efficace è l’eliminazione delle piante infette. C’è da ricordare inoltre la malattia causata da un parassita di natura fungina. la Ruggine (Puccinia pelargonii-zonalis), che si presenta sotto forma di macchie clorotiche e puntiformi, contornate da un alone giallo più o meno evidente. In corrispondenza di queste macchie, sulla pagina inferiore si formano delle piccole pustole. La malattia si diffonde soprattutto in autunno e primavera, mentre sembra arrestarsi in piena estate. Si può ricorrere a prodotti usati comunemente contro le ruggini.
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