Lattuga

La Lattuga

Il nome ha conservato la sua origine latina (Lactuca). Il genere conosciuto, apprezzato e coltivato soprattutto per la produzione di piante con foglie eduli, costituisce, insieme alle Cicorie, la quasi totalità delle insalate in commercio. Le piante, oggetto di una estesa ed importante coltivazione industriale, sono pure presenti in ogni piccolo orto a conduzione familiare dove viene loro riservata almeno una piccola aiuola.  Le piante presentano un apparato radicale fittonante, un fusto molto corto, durante la fase vegetativa, con foglie appressate disposte a rosetta che si sviluppano fino a formare un grosso grumolo più o meno consistente.

Coltivazione: nelle colture di lattuga, qualunque sia la varietà, va sempre tenuto presente che le piante sono estremamente sensibili all’influenza dell’ambiente. Il terreno dovrà essere fresco, fertile, a reazione neutra o leggermente basica, ricco di calcio e di sostanze organiche ben decomposte; dovrà essere inoltre ben lavorato per permettere una agevole infiltrazione delle radici in profondità.  La concimazione va eseguita con un concime ternario NPK preferibilmente solo in pre-semina pre-trapianto visto il ciclo breve della coltura (30-60 gg) .Le esigenze delle piante riguardano soprattutto la luminosità : è infatti ben noto ai coltivatori che la produzione di foglie, e quindi la formazione di un grumolo compatto, è legata ad un fotoperiodo breve, cioè ad una limitazione delle ore di luce durante la giornata, mentre il giorno lungo determina la fioritura precoce, con produzione di foglie in numero ridotto e di qualità inferiore. Le cultivar estive si seminano da marzo a giugno, le invernali nei mesi di agosto e settembre, le primaverili a gennaio o febbraio. I semi, a causa delle piccole dimensioni, vengono mescolati con sabbia e quindi sparsi sul terreno che successivamente viene rastrellato in superficie. Avvenuta la semina, si innaffia con moderazione e si concima con fertilizzanti liquidi. Le giovani piantine vengono collocate a dimora ed interrate a profondità diversa nel terreno, più profondamente quelle destinate a produrre grumoli in inverno, più in superficie le varietà estive. Il trapianto si effettua a file distanti cm. 25-40, con un intervallo di cm. 25-30 sulla stessa fila, ed è seguito da un’abbondante irrigazione, meglio se a pioggia e con carattere costante, in modo da impedire l’alternarsi di periodi di siccità e di eccessiva umidità che favorirebbero la fioritura. Le operazioni colturali consistono nelle sarchiature, frequenti e superficiali, con cui si eliminano anche le infestanti, e nelle legature, soprattutto per quanto riguarda la lattuga romana, allo scopo di favorire l’imbiancamento. Numerosi sono i parassiti animali e vegetali che possono danneggiare le lattughe; tra i primi ricordiamo gli afidi o pidocchi e  gli elateridi. Le malattie crittogamiche più frequenti sono dovute alla peronospora, alla ruggine ed al marciume del colletto. Per evitare trattamenti antiperonosporici si possono utilizzare varietà resistenti come Teide, Isabel, Alexis, Magenta, mentre per evitare il marciume del colletto far trascorrere almeno 1 anno fra una coltura di lattuga e la successiva.

 





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