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le condizioni ideali sono costituite da terreni sciolti, freschi, profondi, ben drenati e sui quali siano stati coltivati ortaggi per alcuni anni, così da avere una riserva di sostanze nutritive. Un terreno riparato da forti venti può evitare molti danni e, relativamente al gelo, è meglio usufruire di un leggero pendio che permetta all’aria fredda di non ristagnare sulle piante. Sarà bene, inoltre, evitare l’ombra e collocare le piante in pieno sole.
La prima cosa da considerare è la profondità del suolo, cioè la quantità di terreno sfruttabile che si trova sopra la rocciosa madre e che, di solito, è maggiore nelle valli che sui fianchi o sulle cime delle colline. Persino nelle zone pianeggianti la profondità varia notevolmente, da punto a punto, anche per effetto dell’azione dell’uomo che ha agito sul terreno per i suoi scopi.
Spesso, il sottosuolo viene estratto ed esposto alla luce ed all’aria per la prima volta: in questo caso, esso richiede di essere trattato con molta cura ed abbondantemente concimato. I suoli argillosi, umidi e poco areati in inverno, ma secchi e duri in estate, possono dare buoni risultati, purché si migliori il drenaggio e vengano forniti di abbondante sostanza organica. L’uso di protezioni, fatte con paglia o con altro materiale analogo, facilita lo scolo delle acque durante l’inverno e, nello stesso tempo, conserva una discreta umidità anche nelle estati più secche. In situazione completamente diversa, si trovano i suoli ghiaiosi e quelli che contengono abbondante sabbia grossolana: essi, di solito, sono molto poveri e non hanno capacità di trattenere l’acqua. Per tale motivo, d’estate diventano aridi causando il deperimento delle piante che vengono, appunto, a mancare d’acqua, proprio nel periodo della fruttificazione, quando ne avrebbero più bisogno. Questa condizione di rapido scolo della acque si verifica anche durante gli inverni più umidi e piovosi; è raro, quindi, che si debba intervenire per facilitare il drenaggio. Anzi, è bene aggiungere a questi suoli ingenti quantità di sostanza organica e paglia per ridurre l’evaporazione e, durante l’estate, quando la pioggia è spesso insufficiente, è necessario irrigarli in maniera adeguata. Inoltre, essi hanno bisogno di aggiunte di sostanze nutritive.
I terreni torbosi sono tra i più inadatti per la coltivazione di piante da frutto, escluso le fragole. Infatti, essi trattengono una grande quantità d’acqua durante l’inverno, ma, in seguito ad una estate molto arida, per la presenza della torba, riassorbono difficilmente l’umidità e le piante possono quindi sentire un notevole danno.
La profondità del terreno utilizzabile è altrettanto importante quanto il tipo. Tutte le piante da frutto possono produrre un maggior numero di radici di quanto sia possibile immaginare, sia per quanto riguarda l’ancoraggio al substrato, che il nutrimento; di conseguenza, più profondo sarà il suolo, tanto più si avranno condizioni migliori per la vegetazione.
Se la profondità del suolo è inferiore a cm. 40 bisognerà avere particolari cure non appena le piante cominceranno ad attecchire; sarà allora necessario ricorrere alla concimazione ed all’irrigazione. Un terreno superficiale, profondo non più di cm. 30-40 circa, può andare bene per le fragole: queste infatti, pur avendo un apparato radicale che scende molto in profondità, vengono raramente coltivate sullo stesso terreno per più di tre anni consecutivi, e spesso anche per meno. Vi sono poi diversi modi per rendere più profondi alcuni tipi di terreni superficiali: in certi casi, la roccia madre può venire frantumata, senza però essere portata in superficie. Si costituisce così un substrato complessivamente più profondo che permette alle sostanze fertilizzanti e all’acqua di essere conservate meglio e l’aria, essenziale per una buona crescita, può penetrare con facilità nel terreno.
Bisogna stare attenti alla preparazione del suolo perché le piante possono soffrire ed anche morire rapidamente se sono messe a dimora in terreni preparati da poco e per giunta freddi ed umidi: la precedente produzione di una buona quantità di verdura può costituire una condizione eccellente, dal punto di vista fisico-chimico, per la coltivazione di piante da frutto, specialmente quando siano stati aggiunti in abbondanza concimi organici (per es. letame) ed altri fertilizzanti per gli ortaggi. Se si piantano fragole, non è necessario ricorrere ad ulteriori fertilizzazioni. Dopo la raccolta delle verdure, si può anche non lavorare la terra, a parte quelle operazioni indispensabili per eliminare le erbacce ed i residui della precedente coltura; a questo punto sono essenziali sia buone condizioni fisiche del suolo, sia un’adeguata profondità di esso, mentre si provvederà più tardi, non oltre il mese di settembre, alla fertilizzazione ed all’irrigazione. Quando gli alberi vanno piantati in un terreno erboso, si deve procedere per tempo all’aratura, in modo da consentire al suolo di assestarsi.
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