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Quasi tutte le piante amano il sole; calore e luce stimolano la vegetazione e la fioritura, esaltano il colore ed il profumo dei fiori. Maggio è dunque il mese in cui la vostra terrazza sarà in pieno vigore. In terrazza però il sole di piena estate è quasi un nemico. La luce, non temperata dal verde dei prati, non filtrata dalle foglie degli alberi d’alto fusto, ma anzi riverberata da mura e pavimenti, diventa accecante; e intollerabile diventa il calore immagazzinato ed irradiato giorno e notte dalla muratura. Le piante coltivate in piena terra possono spingere le loro radici in profondità, alla ricerca di zone fresche; quelle coltivate in recipienti si trovano a contatto di superfici che, nelle ore di maggior insolazione, possono diventare roventi. Sulla terrazza “bruciano” perfino piante resistenti, per esempio le petunie, se coltivate in vasetti troppo piccoli; esse invece resistono meglio in cassette, dove la cubatura di terra è maggiore e le pareti si scaldano meno. Se la vostra terrazza è in pieno sole, la prima cosa da fare è studiare il modo di ombreggiarla, almeno parzialmente. L’ombreggiatura deve attenuare il sole, ma conservare la luce: un tetto di tegole, ad esempio, sarebbe una pessima soluzione, perché priverebbe le piante di aria e di luce, accentuando inoltre il calore immagazzinato dal materiale di copertura. Chi intende costruire un’opera stabile, quindi, si orienti verso i frangisole “a giorno”, formati da listelli di legno (doghettati) o da canne (incannucciate) che lasciano circolare l’aria ed attenuano, senza eliminarli, sole e luce. Gli elementi di tale copertura vanno orientati da nord a sud, in modo che, muovendosi il sole da est ad ovest, le strisce di ombra si spostano e non colpiscono sempre le stesse zone. Un frangisole di questo genere è sempre relativamente costoso ed incide inoltre sulla luminosità dell’appartamento e sull’estetica della terrazza. Conviene perciò farlo eseguire da persona competente. Una soluzione facile, economica, è offerta dalle piante rampicanti disposte con funzione di frangisole sul limite esterno della terrazza. Occorre un solido telaio, alto un paio di metri, all’interno del quale si tenderanno reti e fili di ferro o di nylon. Coperto di rampicanti, offrirà una zona d’ombra più o meno ampia: di mattina, se lo schermo è esposto a levante, di pomeriggio, se è a ponente. Alla base del traliccio si dispongono ampie cassette (di larghezza e profondità minime di cm. 40) piene di terra fertile, per alimentare piante che devono sviluppare fusti di alcuni metri di lunghezza. Impossibile enumerare tutte le piante “eliofile”, che cioè amano il sole; si possono però ricordare alcune tra le più facili da coltivare in terrazza: agerato, aster nani, bocche di leone, calendule, convolvoli, crisantemi coreani e pompon, dalie nane, garofani, gerani, gerbera, lantana, mesembriantemi, petunie, phlox, plumbago, reseda, rose, salvie, tagete, verbene, violacciocche, viole del pensiero, zinnie. Ma anche le piante decisamente eliofile, anche le piante grasse, soffrono quando le radici vengono a contatto con le pareti di recipienti surriscaldati dal sole.
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