I lavori del mese

L'Orto a Maggio

Alcune colture ortive rampicanti ed altre, aventi i fusti troppo deboli in confronto al peso dei frutti che devono portare, hanno bisogno di adatti sostegni.

Primi fra tutti i pomodori da tavola.

Le varietà da conserva, nelle colture in pieno campo, si lasciano senza sostegno; ma nell’orto famigliare anche le varietà da conserva si avvantaggiano dei sostegni perché i frutti rimangono più soleggiati e non toccano terra, maturando completamente senza il rischio di marcire. I sostegni più adatti per i pomodori sono le comuni canne e come legacci si adoperano rafia o vimini. Nel legare i pomodori, le mani si tingono di giallo: attenzione perciò a lavorare a braccia nude per non sporcarsi le maniche della camicia.

Anche i cetrioli hanno bisogno di sostegni; oggi si può ricorrere anche ad una leggera rete di plastica sistemata verticalmente lungo i filari mediante paletti; tale rete alta circa un metro va posta un po’ sollevata da terra in modo che i tralci delle piante possano arrivare a m. 1,30 circa. Questo tipo di sostegno, particolarmente adatto anche per i piselli ha, poi, il vantaggio di poter essere adoperato per più anni poiché dopo il raccolto si arrotola e si pone da parte.

Le canne servono come sostegno per i fagioli rampicanti che si avvolgono da sé, senza bisogno di legature mediante i loro fusti volubili. Particolarmente alti e robusti devono essere i sostegni per i vigorosissimi fagioli di Spagna che superano i m. 2 di altezza.

Le zucche da inverno possono essere lasciate crescere con i tralci striscianti rasente terra e i frutti crescono appoggiati al suolo; è bene mettere però sotto di essi una tavoletta di legno o una tegola. Ma le zucche più belle sono quelle le cui piante possono arrampicarsi su pergolati o sui tetti delle piccole costruzioni dove possono godere in pieno il riverbero del sole.

Altri ortaggi anche se portano frutti grossi e pesanti, come le melanzane, non hanno in genere bisogno di sostegni perché i loro fusti si fanno legnosi.

Durante il periodo vegetativo possono comparire nelle colture ortive attacchi di malattie crittogamiche (fungine) o di insetti. Fra le malattie crittogamiche le più comuni sono quelle che si manifestano con macchie scure, gialle, di secco sulle foglie (ruggine, peronospora, septoriosi) che si combattono preventivamente con i prodotti a base di sali di rame.

Un’altra malattia crittogamica da ricordare è l’oidio che talora ricopre di una muffa bianca, dall’aspetto di una leggera patina, le foglie dei piselli, dei cetrioli, delle fragole e delle zucche.

Fra gli insetti i più frequenti sono gli afidi o pidocchi che si riuniscono in fitte colonie specialmente sotto le foglie o sui germogli per succhiare la linfa; seguono i vari coleotteri e i bruchi delle farfalle che rosicchiano i lembi delle foglie.

Talora anche le lumache, le chiocciole ed i sotterranei grillotalpa possono recare danno agli orti: per essi sono in vendita delle apposite esche da spandere nei punto frequentati da questi animali.

Esistono anche i cosiddetti geoinsetticidi, cioè polveri che liberano il terreno dagli insetti sotterranei in genere.

In questo periodo si proseguono tutte le semine e i trapianti indicati nel mese precedente.

 



I piselli, che nelle località con clima meno rigido sono stati seminati in filari durante il mese di novembre, ora necessitano di un adeguato diradamento


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