I Lavori del Mese

Il Tappeto Erboso a Marzo

 

Il mese di marzo dà il via ai lavori per i tappeti verdi. Con una ruvida ramazza di saggina si spazza il prato per eliminare i seccumi dovuti all’inverno; subito dopo si passa il rullo (purché il terreno non sia  imbevuto di pioggia) per assestare e spianare ogni eventuale rigonfiamento causato dai geli. L’operazione successiva consiste nel pettinare il prato con il rastrello, operazione che ha anche lo scopo di estirpare i ciuffi di piante infestanti. Soltanto dopo aver ultimato questi lavori preliminari si potrà azionare il tosaerba avendo cura di mantenere il taglio delle lame ad un’altezza di circa cm. 4. Marzo è un mese adatto anche per preparare il terreno destinato ad accogliere un nuovo prato, sia mediante semina, sia mediante il trapianto di zolle appositamente preparate. In verità, i mesi più idonei per tale impianto sono fine agosto (per le semine) e settembre-ottobre per disporre i frammenti di zolle; in tali periodi non si corrono i rischi di una prolungata siccità e il tappeto erboso ha il tempo necessario per consolidarsi prima della piena utilizzazione nella primavera-estate successiva. Se l’impianto del tappeto erboso riguarda un giardino completamente nuovo, è necessario pensare prima di tutto a delineare il suo tracciato. Non è né necessario, né raccomandabile, che il prato abbia forma rettangolare o quadrata. Non è neppure necessario che il tappeto erboso abbia andamento piano; anzi, dove c’è spazio sufficiente, si otterrà un effetto più naturale se il terreno digraderà leggermente o se i diversi livelli verranno interrotti da aiuole fiorite o da gruppi di arbusti di piccola taglia. Per facilitare la manutenzione delle piante da fiore è opportuno che queste vengano dislocate lungo una fascia perimetrale piuttosto che al centro dello stesso tappeto erboso.

Se il prato dovrà coprire un’area ampia, risulterà utile una lavorazione con idonei attrezzi meccanizzati. In linea di principio, dovrebbe essere evitata la scelta di un’area soggetta a facili ristagni; se non c’è altra soluzione, bisogna affrontare consistenti lavori per attuare un drenaggio artificiale.

Lasciando il terreno ben lavorato a riposo per 2-3 settimane, si manifesteranno molte erbe infestanti; quelle con apparato radicale superficiale possono essere facilmente estirpate, mentre quelle bulbose o con radici profonde debbono essere estirpate con radici o bulbi intatti. Completato il diserbo, si esegue una zappettatura per rompere la crosta formatasi nel frattempo e si approfitta di tale lavoro per incorporare un fertilizzante complesso con elevato titolo di azoto; infine, si passa il rullo per eliminare eventuali vuoti nel substrato ed in seguito si passa un rastrello a denti larghi prima in un senso e poi perpendicolarmente a questo.

 





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