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La scelta del posto è determinante: devono essere scartati i terreni che rimangono ombreggiati a lungo durante la giornata; con alberi poco distanziati o che presentano un apparato radicale superficiale; con arbusti o piante erbacee perenni che rendono difficile il lavoro della tosatrice; con dislivelli, gradoni, avvallamenti ed altri inconvenienti analoghi. Premesso questo, si considererà rispondente un terreno soffice e poroso, dove l’acqua penetri facilmente, escludendo, al contrario, quelli argillosi e compatti che formano ristagni in caso di pioggia. Per incoraggiare le radici a portarsi negli strati profondi (e conseguentemente renderle meno soggette a temporanee diminuzioni di umidità) riuscirà utile operare, nei terreni tendenti al compatto, un buon numero di fori d’aerazione. Questi potranno essere eseguiti con apparecchi di facile uso od anche con una vanga-forca (a denti o rebbi). Il terreno “respirerà” ancora meglio se si avrà cura di adoperare con frequenza la scopa metallica che asporta una quantità di foglie secche, detriti e materiale inerte: questi infatti rendono asfittico il terreno. Uno degli adempimenti più rischiosi per il giardiniere principiante è quello della razionale distribuzione dei fertilizzanti chimici sul tappeto erboso. Poiché i danni più frequenti dipendono dalla eccessiva quantità e dalla distribuzione non uniforme, si suggeriscono due espedienti: mescolare il fertilizzante con una quantità doppia o tripla di terriccio asciutto per facilitare la distribuzione omogenea; suddividere il terreno in zone di superficie nota (uno o più metri quadrati), in modo da dosare bene il fertilizzante. Altro impegno indilazionabile riguarda la necessità di un’abbondante irrigazione subito dopo lo spargimento del fertilizzante stesso. La rasatura del prato, sia stabilizzato sia quello di nuovo impianto, dovrebbe aver già assunto
La periodicità bisettimanale che manterrà fino all’autunno. Tuttavia, l’andamento atmosferico fornirà una più precisa periodicità; per la sua determinazione ci si potrà anche valere di un altro indizio: in questo periodo, l’accrescimento dell’erba non dovrà superare il doppio della normale altezza di taglio. È stata già proposta un’altezza minima di taglio dell’erba di circa cm. 2, ma un’eccezione può risultare necessaria durante periodi siccitosi o se il prato non può ricevere adeguata irrigazione. In tal caso l’altezza delle lame può essere leggermente alzata, in modo da non provocare ulteriori inconvenienti con il taglio troppo basso. Infatti ciò può incitare diradamenti e la conseguente insorgenza di piante infestanti; solo per attenuare tale inconveniente, si potranno lasciare sul posto i ritagli d’erba che altrimenti è bene asportare. Le erbe infestanti non graminacee, cioè con lamina fogliare ampia, dovrebbero essere già vinte dall’impiego di un diserbante selettivo. Qualche infestante isolata sarà combattuta singolarmente ancora con diserbanti selettivi ma contenuti in recipienti confezionati, in modo da indirizzare accuratamente il prodotto. Se le erbe infestanti sono tuttora un problema, bisognerà ricorrere allo spargimento sull’intera area di un prodotto ormonico selettivo, curando scrupolosamente di salvaguardare eventuali piante ai margini del prato. È bene spargere il diserbante due o tre giorni dopo aver impiegato il tosaerba e non effettuare tagli neppure nei tre giorni successivi. Un altro utile accorgimento consiste nell’adoperare un buon fertilizzante per il prato circa dieci giorni prima del diserbo, in modo da incitare l’attività vegetativa e rendere le piante infestanti pronte all’assorbimento anche del letale prodotto.
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