I Lavori del Mese

giglio
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I Bulbi a Maggio e Giugno

Fiorisce in questo mese una pianta trascurata: la “Dicentra spectabilis”, più conosciuta sotto il nome di “cuor di Maria”. Nei vecchi giardini non mancava mai e, nel periodo aprile-maggio, spuntavano regolarmente tra il leggero fogliame i rametti ricurvi ai quali sembravano appesi i fiori rosa, simili proprio a piccoli cuori. La Dicentra ama terreno fresco, leggero, fertile e piuttosto acido. L’aggiunta di fertilizzante organico e chimico sarà utile e provocherà una vegetazione più vigorosa e una più abbondante fioritura. Le annaffiature, quando la coltivazione avviene in vaso, dovranno essere frequenti ed abbondanti per tutto il periodo vegetativo; si diraderanno quando le foglie accenneranno ad ingiallire fino a cessare con la loro caduta. Il vaso verrà allora portato in un angolo all’ombra e si userà l’accorgimento di non permettere che il terriccio si prosciughi completamente durante il lungo periodo di riposo. In giardino, dato il suo non lungo periodo vegetativo, la Dicentra può essere coltivata con altre erbacee perenni a vegetazione più tardiva e prolungata, in modo che il vuoto da essa lasciato dopo la perdita delle foglie, non sia notato.

Nel mese di giugno le foglie dei bulbi che hanno fiorito a fine inverno, o all’inizio della primavera, appassiranno progressivamente, fornendo la dimostrazione che è sopravvenuto il ciclo di riposo. I tulipani di varietà recenti debbono trascorrere il periodo di riposo fuori terra, in locali aerati disposti su un unico strato in basse cassette. Una volta estirpati, i bulbi dovranno essere controllati uno ad uno; quelli attaccati dai parassiti verranno bruciati, gli altri ripuliti della pellicola che li avvolge e privati delle radici oltreché delle residue foglie. È opportuno adoperare una cassetta per ciascuna varietà e, comunque, scrivere e mettere bene in evidenza il nome. Per togliere i bulbi dal terreno, è opportuno valersi di una vanga-forca piuttosto che della vanga tradizionale; questa infatti può produrre più facilmente tagli o lesioni ai bulbi. Le altre piante bulbose, ad eccezione dei giacinti, risentono meno dei trapianti e il loro immagazzinamento richiede minori attenzioni; inoltre, le specie più rustiche (narcisi e Crocus) destinate all’inselvatichimento debbono essere lasciate “in loco” fino al manifestarsi di un eccessivo infittimento. I topi hanno una spiccata preferenza per i bulbi di tulipano: la loro presenza nel magazzino comporta la sicura perdita dei bulbi. Durante il periodo siccitoso sono necessarie abbondanti irrigazioni ai gladioli.

Un solchetto per far scorrere e contenere l’acqua a fianco di ciascun filare risponderà assai meglio che non una annaffiatura sparsa. Via via che gli steli si allungano, potrà presentarsi la necessità di affiancare loro una bacchetta di sostegno. Ai gladioli ed ai gigli riuscirà utile una pacciamatura allo scopo di mantenere il più a lungo possibile l’umidità del terreno; evitare materiale soggetto ai marciumi che potrebbero contaminare il bulbo.

Con la formazione dei fiori, è probabile la comparsa anche degli afidi; i trattamenti per combatterli dovranno essere tempestivi al massimo e, pertanto, avranno la precedenza su ogni altro lavoro.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 



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"cuor di Maria"

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